Camilla's profile"Surreale ma bello..."PhotosBlogListsMore Tools Help

Camilla Favaretti

Occupation
Location
Interests
36 anni in due e qualche puntura di botox

"Surreale ma bello..."

William: Sorry about the "surreal but nice" comment. Anna: Don't worry, I thought the whole apricot honey thing was the real low point.

ANIMAIACS-WAITNG FOR SUMMER

 
Photo 1 of 86
May 14

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.

 

"Perché le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?"

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina  tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza. 
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.

Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono  tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e  non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali  non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di  5  chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti  mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci  pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso  momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo  non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo  per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! 
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!

Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. 'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 
'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.

E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

May 12

"One day I wrote her name upon the strand.."


ONE day I wrote her name upon the strand,
But came the waves and washèd it away:
Again I wrote it with a second hand,
But came the tide and made my pains his prey.
Vain man (said she) that dost in vain assay
A mortal thing so to immortalise;
For I myself shall like to this decay,
And eke my name be wipèd out likewise.
Not so (quod I); let baser things devise
To die in dust, but you shall live by fame;
My verse your virtues rare shall eternise,
And in the heavens write your glorious name:
Where, when as Death shall all the world subdue,
Our love shall live, and later life renew
.

Un giorno scrissi il suo nome sulla riva,
ma vennero le onde e lo lavarono via:
lo scrissi di nuovo con una grafia,
ma venne la marea e fece delle mie fatiche la sua preda.
[parla la sua Lady] Uomo vanitoso, lei disse, che cerchi invano,
così di rendere immortale una cosa mortale,
poichè io stessa sarò come questo decadimento
e anche il mio nome sarà ugualmente cancellato.
Non così, ( dissi io) lascia alle cose più vili la sorte
di morire nella polvere, ma tu vivraì attraverso la fama:
i miei versi renderanno eterne le tue virtù,
e nei cieli scriveranno il tuo glorioso nome.
Dove quando la morte avrà sottomesso tutto il mondo,
il nostro amore vivrà e in seguito la vita rigenererà.

Edmund Spencer(1552-1599), "Amoretti"


The poet wants to write his lady's name on the strand, but it is impossible, because the waves washed it.
So his Lady says he's vain ( intellectual vanity ) because he tries to do something that is impossible: to immortalise a mortal thing.
He answer to her that their love will not die, because his verse eternise her virtues. So their love shall live forever. The love is stronger than the death.

February 04

MARACAIBO

Maracaibo
balla al Barracuda
si' ma balla nuda
za' za'
si' ma le machine pistol
si' ma le mitragliere
era una copertura
faceva traffico d'armi con Cuba
innamorata
si, ma di Miguel
ma Miguel non c'era
era in cordigliera da mattina a sera
Si ma c'era Pedro
con la verde luna
l'abbracciava sulle casse
sulle casse di nitroglicerina
torno' Miguel torno'
la vide e impallidi'
il cuor suo tremo'
4 colpi di pistola le sparo'
Maracaibo
mare forza 9
fuggire si ma dove ?
za' za'
L'albero spezzato
una pinna nera
nella notte scura
come una bandiera
morde il pescecane
nella pelle bruna
una zanna bianca
come la luna
Maracaibo
finito il Barracuda
fini' col ballar nuda
za' za'
un gran salotto
23 mulatte
danzan come matte
casa di piaceri per stranieri
130 chili
splendida regina
rum e cocaina
za' za'
se sarai cortese
ti fara' vedere
nella pelle bruna una zanna bianca come la luna
June 10

Relax, take it easy

Relax, Take It Easy

Took a right to the end of the line
Where no one ever goes.
Ended up on a broken train with nobody I know.
But the pain and the (longings) the same.
(Where the dying
Now I’m lost and I’m screaming for help.)

Relax, take it easy
For there is nothing that we can do.
Relax, take it easy
Blame it on me or blame it on you.

It’s as if I’m scared.
It’s as if I’m terrified.
It’s as if I scared.
It’s as if I’m playing with fire.
Scared.
It’s as if I’m terrified.
Are you scared?
Are we playing with fire?

Relax
There is an answer to the darkest times.
It’s clear we don’t understand but the last thing on my mind
Is to leave you.
I believe that we’re in this together.
Don’t scream – there are so many roads left.

Relax, take it easy
For there is nothing that we can do.
Relax, take it easy
Blame it on me or blame it on you.

Relax, take it easy
For there is nothing that we can do.
Relax, take it easy
Blame it on me or blame it on you.

Relax, take it easy
For there is nothing that we can do.
Relax, take it easy
Blame it on me or blame it on you.

Relax, take it easy
For there is nothing that we can do.
Relax, take it easy
Blame it on me or blame it on you.

It’s as if I’m scared.
It’s as if I’m terrified.
It’s as if I scared.
It’s as if I’m playing with fire.
Scared.
It’s as if I’m terrified.
Are you scared?
Are we playing with fire?

Relax
Relax
February 02

E-mail mai ricevuta

 

E-MAIL MAI RICEVUTA...

Ciao Klaudietto,

come va laggiù a Bari, grande metropoli nonché ombelico del mondo??

In ricordo delle tue amicizie gallipoline eccoti uno scorcio di vita vissuta...........(APRI IL COLLEGAMENTO ....o meglio, guarda in fondo alla pagina)

.......................................................................................................

.........DO YOU REMEMBER??............................................................................

..............................NO????????...............................................................

.............................................NADA?????.................................................

........................................................OK ABBIAMO CAPITO, ALLORA TI RINFRESCHIAMO LA MEMORIA

 

In una calda giornata di sole, mare, vento(insomma in LU SALENTU),nella piccola ma bella Rivabella (Camilla è in fase di rime baciate) due piEEmontesi, tre venete e un barEEse( che poi saresti tu )giocavano a palla. Tra rimbalzi, palleggi, schiacciate e colpi di follia della parte maschile del gruppo( che poi saresti di nuovo tu con l'aggiunta di un certo Pietro) dalla riva arrivò uno strano e nonché losco tipo.... "Non avrà il coraggio di rivolgerci la parola" dissero in coro le ragazze, ma non avevano considerato il buon cuore di uno di loro( che poi saresti di nuovo di nuovo tu) che accolse a braccia aperte il nuovo arrivato. Il ragazzo era talmente buono che pure quando il tipo losco gli confidò di essere di Brindisi ( c'è ti rendi conto!!! Un brindisino che osa rivolgere la parola ad un barese, cose dell'altro mondo) non fece una piega...e così il gioco o meglio il massacro delle povere belle donzelle( che poi non saresti tu ma NOI) continuò.

 

 

ü     Se non ti è ancora venuto in mente niente urge la domanda "SAI CHI TI STA SCRIVENDO QUESTA MAIL???"

ü     Se la risposta è “...FORSE...NON SAPREI...SONO CONFUSO...” , come minimo, per farti perdonare, dovresti avere fatto tipo 90 punti durante una partita di basket ed ora essere in coma post-sforzo-sovraumano buttato a letto;

ü     Se la risposta è “...NO...MA CHI SONO 'STE PAZZE.. SONO MAI STATO A RIVABELLA???...” sei in guai seri non solo con noi ma soprattutto con te stesso: sei sicuro di aver fatto alla squadra avversaria 90 punti e non alla tua???

ü      Se infine la risposta è “Sììììì...QUELLE SIMPATICHE, BELLISSIME,SIMPATICISSIME(...) RAGAZZE CHE HO INCONTRATO AL MARE ME LE RICORDO”....ebbene hai indovinato!!(e cmq era Alessio).

 

Ora sai com’è, c’è lo studio e perciò saluti:

 

dalla gelida Padova

Dove tre ragazze rimpiangono la bellissima Gallipoli e il caldo pugliese nonché le interminabili partite a volley  

 

MARTA(scriba nonché autrice pezzi narrativi)

CAMILLA( dettatrice nonché rimatrice e mente del testo)

CATERINA(colei che ha reso possibile tutto ciò)

 
by 
by 
by 
by 
by